Non dare per scontata l’economia.
Dai confini planetari all’Economia della Ciambella! | |
Nel 2009, la rivista scientifica “Nature” ha pubblicato uno studio sui confini planetari elaborato da un gruppo internazionale di ventisei ricercatori, tra cui Johan Rockström e Will Steffen. Gli autori hanno individuato nove confini planetari, ossia soglie critiche che l’umanità non deve oltrepassare per preservare le condizioni favorevoli che hanno consentito il nostro sviluppo e garantire la possibilità di continuare a vivere in modo sostenibile all’interno di un ecosistema sicuro e stabile. In altri termini, tali confini mirano a prevenire cambiamenti improvvisi e imprevedibili nel sistema Terra. Nel corso degli anni, il quadro concettuale dei confini planetari ha suscitato un notevole interesse nella comunità scientifica e oltre. I ricercatori dei centri di riferimento hanno ulteriormente sviluppato e applicato questo framework nell’ambito della ricerca, delle politiche pubbliche e delle pratiche operative. Dal 2009, le nove dimensioni del modello dei confini planetari sono state oggetto di aggiornamenti; la versione illustrata più recente è riportata nel diagramma a fianco. |
L’evoluzione del framework dei confini planetari. Licenza CC BY-NC-ND 3.0 (Credito: Azote per lo Stockholm Resilience Centre, Università di Stoccolma. Basato su Sakschewski e Caesar et al., 2025; Richardson et al., 2023; Steffen et al., 2015; Rockström et al., 2009). |
Nel 2012, l’economista Kate Raworth propose di integrare i confini planetari esterni di natura biofisica (“ecological ceilings”), individuati nel 2009 da Johan Rockström e dal suo gruppo di ricerca, con confini interni (“social foundations”) volti a rappresentare i bisogni umani essenziali per una vita dignitosa. Raworth delineò dodici dimensioni fondamentali che costituiscono la “base sociale”: uguaglianza di genere, accesso all’acqua, pace e giustizia, istruzione, partecipazione politica, sicurezza alimentare, reddito e lavoro, energia, abitazione, salute, equità sociale e reti sociali. | |
I confini planetari e il benessere umano possono essere rappresentati attraverso una struttura ad anello, dando forma a un quadro concettuale di grande efficacia per comprendere la relazione tra salute degli ecosistemi e soddisfacimento dei bisogni umani. Tale modello restituisce la complessità delle sfide contemporanee, mettendo in luce le molteplici dimensioni interconnesse che caratterizzano la sostenibilità. Esso definisce due limiti critici: una base sociale da garantire affinché sia assicurata una qualità della vita dignitosa per tutti, e un soffitto ecologico da non oltrepassare per preservare la stabilità del sistema Terra. L’obiettivo è che l’attività economica umana si collochi entro questo “spazio sicuro e giusto”. Ciò implica soddisfare bisogni sociali essenziali, rimanendo al contempo entro i limiti ecologici del pianeta. È tuttavia fondamentale sottolineare che questo framework costituisce un modello teorico e analitico, non una soluzione operativa immediatamente applicabile. | Ne deriva una questione centrale: esiste effettivamente uno spazio praticabile tra la base sociale e il soffitto ecologico? E, qualora esista, quali azioni concrete e quali traiettorie di trasformazione potrebbero consentire di abitarlo in modo sostenibile nel lungo periodo?
Doughnut for Sustainability framework, adattato da Capmourteres et al. (settembre 2019), “A Complex Systems Framework for the Sustainability Doughnut”. |
Ma come è stato concretamente implementato questo modello nella pratica? |
In diverse parti del mondo, movimenti, organizzazioni e amministrazioni locali stanno sperimentando modalità di applicazione della Donut Economics ai rispettivi contesti territoriali. Attraverso la piattaforma del Doughnut Economics Action Lab (DEAL), tale dinamica collettiva risulta visibile, documentata e aperta alla partecipazione. Una tappa significativa si è registrata nell’aprile 2020, quando Amsterdam è divenuta la prima città al mondo ad adottare formalmente il framework della Donut come riferimento per le proprie politiche pubbliche, integrando principi di giustizia sociale e transizione ecologica nel piano di ripresa economica elaborato in risposta alla crisi pandemica.
Anche Amsterdam ha avviato programmi di riciclo e rigenerazione di dispositivi informatici, ridistribuendo apparecchiature ricondizionate ai residenti a basso reddito. Parallelamente, si registra una crescente diffusione di orti individuali e progetti di agricoltura urbana collettiva, che contribuiscono sia alla coesione sociale sia alla resilienza ecologica del tessuto urbano.
Immagine da Noordoogst Anche Bruxelles partecipa a questo movimento internazionale attraverso il progetto Brussels Donut, volto ad adattare la teoria della Donut alle specificità socio-economiche e ambientali della capitale belga. Nel 2023, il governo regionale ha introdotto criteri per l’accesso ai sostegni pubblici destinati alle imprese, subordinandoli al rispetto di parametri di responsabilità ambientale e sociale. |
The Donut Economics’ 7 principles:
Bibliografia:
Capmourteres, V., et al. (2019). From resource abundance to responsible scarcity: Rethinking natural resource utilization in the age of hyper-consumption. ResearchGate. Retrieved from: https://www.researchgate.net/figure/Doughnut-for-sustainability-framework-Redrawn-from-Capmourteres-et-al-42_fig2_394858576
Eurocities. (July 4th, 2022). Do you fancy a doughnut? Retrieved from: https://eurocities.eu/stories/do-you-fancy-a-doughnut/
Ministère de la Transition écologique. (Octobre, 2023). La France face aux neuf limites planétaires : Partie 1 – Les limites en perspective historique. Retrieved from: https://www.statistiques.developpement-durable.gouv.fr/edition-numerique/la-france-face-aux-neuf-limites-planetaires/partie1-les-limites-perspective-historique
Oxfam. (February, 2012). A safe and just space for humanity: Can we live within the doughnut? Retrieved from: https://www-cdn.oxfam.org/s3fs-public/file_attachments/dp-a-safe-and-just-space-for-humanity-130212-fr_3.pdf
Steffen, W., Richardson, K., Rockström, J., Cornell, S. E., Fetzer, I., Bennett, E. M., Biggs, R., Carpenter, S. R., de Vries, W., de Wit, C. A., Folke, C., Gerten, D., Heinke, J., Mace, G. M., Persson, L. M., Ramanathan, V., Reyers, B., & Sörlin, S. (January 15th, 2015). Planetary boundaries: Guiding human development on a changing planet. Science, 347(6223), 1259855. Retrieved from : https://www.science.org/doi/10.1126/science.1259855
Stockholm Resilience Centre. (n.d.). Planetary boundaries. Retrieved from: https://www.stockholmresilience.org/research/planetary-boundaries.html
van Doorninck, M., & Schouten, S. (n.d.). The doughnut model for a fairer, greener Amsterdam. Green European Journal. Retrieved from: https://www.greeneuropeanjournal.eu/the-doughnut-model-for-a-fairer-greener-amsterdam/



